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Arca, allenatore Sassari Torres Femminile:”C’era la curiosità di vedere il calcio femminile sicuramente non sono stato deluso”

Salvatore Arca , una conferma delle intenzioni della società che, scegliendo l’allenatore più titolato d’Italia in ambito femminile, punta all’immediato rilancio. Durante la sua pregressa esperienza sulla panchina sassarese, durata 9 stagioni, ha messo la firma su ben 5 dei 7 scudetti conquistati.

 

Una lunga carriera di allenatore perché ha scelto il calcio femminile?

Oramai questa domanda mi è stata fatta quando ho iniziato ben diciotto anni fa, anche se non sono stati continuativi perché andavo e venivo dal calcio maschile. A suo tempo perché la Torres era una delle squadre più importanti nel panorama nazionale. C’erano dei buoni motivi sotto l’aspetto organizzativo e lavorativo. C’era anche la curiosità di vedere il calcio al femminile e sicuramente non sono stato deluso. In questi anni ho sempre allenato grandissime giocatrici di livello internazionale, non mi sono mai pentito della scelta fatta a suo tempo. Anche se ,come detto prima, sono ritornato varie volte nel maschile.

 

Lascerebbe nuovamente il calcio femminile per quello maschile?

Sicuramente si, dipende dalle proposte e dalle situazioni. Adesso il nuovo corso torresino è completamente diverso da quello degli anni passati. Si punta veramente alla rinascita con un gruppo molto giovane. Questa cosa mi piace molto e voglio portare avanti il discorso con loro.

 

Ci sono delle regole di comportamento che lei da sia dentro che fuori dal campo di calcio?

Si, devi dare degli imput. Soprattutto adesso che ho a che fare con delle ragazze molto giovani. Prima le campionesse si sapevano gestire completamente da sole,, anche se delle regole sono sempre state date, era più facile. Ora devi seguire un pochino tutto, dall’alimentazione al comportamento fuori dal campo. Le ragazze ascoltano volentieri perché sanno che sotto certi aspetti devono crescere tantissimo.

 

Oggi si parla molto di mental coach all’interno delle squadre sportive, lei pensa che con le donne bisogna essere sia allenatore che psicologo?

Io penso che devi esserlo con tutti gli atleti. Maschi, femmine, grandi e piccoli. L’allenatore deve entrare nella testa del giocatore, deve capire quando è il momento di chiedere determinate cose e quando è il momento di parlare con un certo tono piuttosto che con un altro. Devi conoscere la persona con cui hai che fare. Questo è fondamentale per avere un buon rapporto con l’atleta e tirare fuori il meglio da esso.