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Intervista Lady Sport

Malosti, portiere del Torino Calcio Femminile:”Ritengo che il portiere debba essere un pò “pazzo”…”

Monica Malosti dopo cinque stagioni alla Musiello Saluzzo, approda al Torino Calcio Femminile. La sua esperienza in bianco verde si chiuderebbe dopo una vittoria nel campionato di Serie C, due terzi posti in Serie B e due retrocessioni.

Come nasce il tuo amore per il calcio?

Il mio amore per il calcio in realtà nasce da un gesto banale. La sorella di una mia compagna di classe delle elementari che giocava a calcio mi regalò un paio di scarpe che non le andavano più bene. Per curiosità ho voluto provarle e da quel momento si può dire che non le ho mai tolte.

Dopo cinque stagioni alla Musiello Saluzzo, cambiare squadra è un percorso difficile?

Certo cambiare squadra dopo un periodo così importante non è facile, ma ogni tanto bisogna dare una svolta, anche per se stessi. Ringrazio comunque il presidente e lo staff per avermi concesso la possibilità di giocare in serie B e tutte le mie compagne a cui devo dare merito di aver combattuto con me sul campo.

Come farai ad acquisire la fiducia delle tue compagne?

Spero di conquistare la fiducia delle mie nuove compagne in breve tempo, semplicemente dimostrando quello che sono e quello che so fare. Non penso di aver bisogno di tante parole, umiltà e sacrificio sono elementi importanti.

Il portiere è sempre un ruolo complicato, tu come lo vivi?

Si il ruolo del portiere è di certo un ruolo impegnativo e quello con più responsabilità. Ritengo che un portiere debba essere un po’ “pazzo” per arrivare anche dove i suoi compagni non possono arrivare. Ogni volta che indosso i guanti cerco sempre di non perdere mai la concentrazione perché sono consapevole che proprio dalle mie mani si possono decidere le sorti di una partita. E poi anche un po’ di sano divertimento: se non c’è quello alla base di tutto ogni piccola cosa diventa un castello insormontabile.