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Intervista

“Le differenze svanIRANno”

L’Iran si prepara a una grande mini rivoluzione. Per definirla rivoluzione in tutti i sensi, forse bisognerà aspettare ancora qualche anno (si spera anche meno…), ma sicuramente si inizia sempre dalle “piccole” cose.

Di cosa stiamo parlando? Dopo quasi 40 anni (38 per l’esattezza) di assurdi divieti, in Iran, paese in cui il calcio sta vivendo un buon periodo di forma, dato anche l’arrivo in panchina dell’Esteghlal, dell’ex allenatore dell’Inter Andrea Stramaccioni, le donne potranno entrare ad assistere alle gare della Nazionale. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il Ministro dello Sport iraniano Masoud Soltanifar, dichiarando che allo stadio “Azadi” di Teheran, dove verranno giocate la maggior parte delle partite di qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022, sono già stati allestiti sia ingressi, che bagni separati. Il divieto cadrà ufficialmente il 10 ottobre, giorno in cui l’Iran affronterà la Cambogia.

Un ruolo determinante in questa vicenda lo ha avuto, senza alcun dubbio, il Presidente della FIFA Gianni Infantino, che aveva rivolto una serie di appelli alla Federcalcio locale, minacciando anche l’esclusione dal Mondiale qatariota del 2022.

La goccia che ha fatto traboccare un vaso, che a dirla tutta, aveva raggiunto l’orlo già da tempo è stata però la vicenda legata a Sahar Khodayari, ragazza iraniana, ventinovenne, che lo scorso settembre si era data fuoco per protestare contro la decisione della magistratura della Repubblica islamica. La giovane donna iraniana a marzo aveva provato a entrare allo stadio con la parrucca da uomo, ma era stata scoperta e poi fermata insieme ad altre donne.
Dopo 3 giorni in cella, è stata liberata su cauzione e sei mesi dopo si è ritrovata in tribunale senza un avvocato pronto a difenderla. A causa di un problema familiare (questa pare essere la motivazione), il giudice non si presenta al processo e quando Sahar rientra in tribunale per recuperare il cellulare che aveva precedentemente dimenticato, sente che avrebbe subìto una condanna da 6 mesi a 2 anni. In quel momento, inizia la tragedia. Sahar si dà fuoco e provoca lesioni sul 90% del proprio corpo, danneggiando un polmone, perdendo poi la vita lo scorso 9 settembre.

I social, ancora una volta, si sono mostrati veicolo di comunicazione per personaggi di spicco dello sport internazionale. Su tutti lo storico ex giocatore Ali Karimi, si era mostrato solidale nei confronti delle donne, ma il post, pubblicato su Instagram è stato rimosso proprio poche ore fa.

La notizia aveva suscitato interesse anche in Italia e il portiere della Juventus Gianluigi Buffon, ha detto la sua dopo la “magnifica” notizia della scorsa settimana.

Questo è sicuramente un primo punto di partenza, ma la speranza è che non sia un punto d’arrivo…

Per questa vicenda ha detto la sua anche il Presidente Andrea Budroni:

Penso che una federazione importante come la FIFA abbia il dovere di obbligare al cambiamento paesi come l’Iran. Se si vuole partecipare alle qualificazioni per i Mondiali del 2022, non è giusto non far entrare allo stadio, per uno spettacolo che deve coinvolgere tutti, le donne. Penso che parlare di queste cose nel 2019 sia difficile. Non è giusto che ancora oggi esistano delle limitazioni di genere (qualunque esso sia) e nessuno deve imporre la propria legge o la propria ideologia a qualcuno.  Solo pensare di dover discutere se una donna possa entrare o no in uno stadio per vedere una partita di pallone, fa rabbrividire. E’ giusto che una donna possa realizzare senza nessun vincolo i suoi sogni: dall’essere manager, al lavorare in politica, a partecipare a qualunque altro evento. E’ ridicolo che l’uomo possa essere considerato superiore alle donne: questo dev’essere combattuto e debellato. L’F.C. Sassari Torres Femminile, dà quindi massima solidarietà alla FIFA affinché questo possa essere il grimaldello per scardinare gli ultimi baluardi, affinché queste mentalità svaniscano e si parli, finalmente, di altro.”

Ufficio Stampa

ASD FC Sassari Torres Femminile