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Intervista

La Lazio, il giovane arbitro e la Roma calcio femminile under 17

Scene indegne al campo Giardinetti, tra tensioni, spinte, risse e simulazioni.

Chiamatelo calcio giovanile, fotografia di un sistema malato. Ore 15 di una domenica senza serie A, Roma Calcio femminile (non As Roma) contro la Lazio Woman: in palio un posto alle finali nazionali. D’accordo, è un derby ma succede di tutto. e non proprio cose che fanno bene allo sport.. Andiamo con ordine, passa la Roma  perché lo 0-0 consente alle giallorosse, serbatoio della As Roma, di andare avanti. Complimenti, quindi per il risultato sportivo conseguito sul campo. Non il modo di arrivarci perché, è vero che i regolamenti permettono di far giocare ragazze della Primavera ma, pur di qualificarsi, schierarne tante è già il primo biglietto da visita surreale di una società che dovrebbe trasmettere valori ben diversi. Perdite di tempo dai primi minuti, continue provocazioni di giocatori diciottenni nei riguardi di quindicenni, palloni che spariscono. Tutti giù per terra per far trascorrere il tempo  con la connivenza di un giovane arbitro Alessio. C.  incapace di gestire le tensioni in campo. Peraltro nella sua pagina Facebook ha condivisioni  con gruppi della Curva Sud dove campeggiano scritte tipo  Lazio ti odio, o Lazio merda. Gestione molto discutibile con l’espulsione di una giovane aquilotta per doppio giallo (giusta) dopo aver allontanato un pallone  ma consentito per tutta la partita alle dirimpettaie. Insultate dal primo all’ultimo minuto, provocate senza che nessun intervenisse. Poi una ragazza della Roma, ammonita due volte e rimasta in campo con il giovane arbitro che provava a mascherare l’evidente errore tecnico con un presunto scambio di persona (le riprese delle telecamere non lasciano spazio a interpretazioni). Al fischio finale di una sfida comunque finita 0-0, la legittima gioia delle giallorosse si trasformava nell’elogio dell’antisportività: cori e gestacci anche contro i genitori presenti in tribuna da parte di ragazze che, invece di consolare le sconfitte (qualche laziale era in lacrime), le hanno continuate a irridere con tanto di risse sfiorate. 

Luigi Salomone