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Intervista Lady Sport

Giulia Arcamone, centrocampista del Bologna:”rosso come la passione, blu come il sangue nobile.”

Come nasce il tuo amore per il calcio?
Il mio amore per il calcio è nato quando ero piccolina, grazie ai miei fratelli e al mio migliore amico. Sono originaria di Casamicciola, un comune dell’isola d’Ischia dove, purtroppo, il calcio femminile rappresenta una realtà ancora ben poco sviluppata. Ho iniziato a giocare all’età di 6 anni nella squadra maschile del mio paese e da allora non ho più smesso. Devo tutto alla mia famiglia che mi ha sempre permesso, e mi permette, di vivere la mia passione e non mi ha mai fatto mancare il suo supporto. Penso ad esempio a mia madre e a mio padre che mi hanno seguito, fin quando hanno potuto, ad ogni partita in casa e in trasferta. Da quattro anni mi sono trasferita a Bologna per iniziare l’università e proseguire i miei studi. Il calcio però è sempre stato la mia priorità e grazie al Bologna ho avuto la possibilità di continuare ad inseguire il mio sogno. Dal punto di vista umano e dal punto di vista emotivo penso che il calcio sia l’esperienza di vita che mi abbia dato di più durante questi anni, perché mi ha permesso di incontrare persone meravigliose e di diventare la persona che sono adesso. Il calcio è per me molto di più di un semplice sport. 

Quarta stagione in rossoblu, cosa provi quando indossi questa maglia?
Il Bologna è stato la mia prima vera squadra di calcio femminile. Fin dal primo momento dirigenti, allenatori e compagne mi hanno fatto sentire parte di una grande famiglia e sono molto riconoscente ad ognuno di loro. Mi sento felice, onorata e orgogliosa di poter indossare la maglia di una società così gloriosa che rappresenta un pezzo importante della storia del calcio italiano. Ogni volta che scendo in campo sono consapevole di dovere dare tutto perché giocare senza risparmiarsi mai è l’unico modo che conosco per dimostrare il mio rispetto verso questi colori che ho imparato ad amare: rosso come la passione, blu come il sangue nobile. Cosa ti aspetti da questo campionato?
Abbiamo iniziato questo campionato con grandi aspettative, con l’obiettivo di vincere e ottenere la promozione. Siamo partite forte all’inizio ma nell’ultimo periodo abbiamo incontrato qualche difficoltà di troppo e non siamo riuscite a portare a casa i risultati che avremmo voluto. Nonostante ciò penso che abbiamo ancora la possibilità di dire la nostra perché il gruppo è solido, con giocatrici di esperienza e ragazze più giovani ma tutte con una grandissima voglia di fare e di giocarcela fino alla fine senza mollare mai. Perché quando indossi la maglia del Bologna non puoi e non devi darti mai per sconfitto.

Oggi quale calciatrice, italiana o straniera, vorresti diventare? 
La prima calciatrice che mi ha fatto avvicinare e guardare con più interesse al calcio femminile è stata Martina Rosucci, centrocampista della Juventus e della nazionale Italiana. Nasco come centrocampista, all’occorrenza difensore, per cui mi viene naturale ispirarmi al suo modo di vedere ed esprimere calcio. La mia ammirazione nei suoi confronti però non si ferma al campo da gioco. Infatti nonostante la sfortuna e gli infortuni lei non ha mai mollato e ogni giorno dimostra che quando credi fortemente in qualcosa non c’è scusa che tenga. Perché se hai una grande forza di volontà puoi farcela a superare qualsiasi ostacolo. È un esempio per me e le auguro di riuscire a recuperare in tempo per il mondiale perché merita di essere lì a giocarselo insieme a tutte le altre ragazze che ci hanno regalato questo sogno!