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Intervista Lady Sport

Gaia Mastrovincenzo:”Mi bastavano due pietre per fare i pali ed un pallone…”

 Come nasce il tuo amore per il calcio?

Il mio amore per questo sport é nato un po’ per caso.Da piccolina preferivo giocare con i maschietti, passavo tanto tempo all’aperto a giocare..bastavano due pietre per fare i pali e un pallone.Così, a 7 anni chiesi esplicitamente ai miei genitori di iscrivermi nella squadra maschile.. e da li iniziò tutto..

Hai giocato in grandi club di città come Firenze e Sassuolo, sei approdata al Bologna dal San Marino.Cosa ti ha spinta a questa nuova avventura?

Ognuna delle esperienze che ho fatto mi ha lasciato dei bellissimi ricordi..Firenze é stata il primo campionato nella massima serie per me, e a Sassuolo siamo riuscite a raggiungere l’obiettivo promozione dalla B alla A. Dopo un anno a San Marino ho deciso di cambiare perché avevo bisogno di nuovi stimoli,affrontando il Bologna come avversaria avevo intravisto un gran potenziale nonostante la squadra fosse giovanissima… così quando mi é stato proposto il progetto ho deciso subito di sposarlo!

In passato hai avuto un infortunio che ti ha fatta stare lontana dai campi da gioco. Oggi nei contrasti hai paura di farti male veramente?

Purtroppo gli infortuni sono stati più di uno, ma sappiamo che fanno parte del gioco. Crescendo impari l’importanza del lavoro di prevenzione, per ridurne l’incidenza. Una volta che torno in campo dopo essere guarita, non ho paura di rifarmi male, penso solo a giocare! 

Il calcio femminile si sta evolvendo.Cosa vorresti che cambiasse per voi giocatrici?

Il calcio femminile negli ultimi anni ha mosso dei passi importanti, con L entrata di club prestigiosi come Fiorentina, Juventus, Milan ecc.. c’é più professionalità sicuramente, il livello si sta alzando pian piano e tutto ciò porta più seguito da parte dei media e del popolo italiano che é sempre stato un po’ scettico verso questo sport a differenza di altri paesi in cui c’é un altro tipo di cultura sportiva. Mi auguro che questo progresso vada sempre avanti, che alle giocatrici venga data sempre più visibilità,e che in futuro queste ultime possano parlare dell’attività che svolgono come un vero e proprio lavoro.